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Il nuovo anno e il carpfishing

01 Febbraio 2021

Nuovo anno… una nuova stagione di pesca alle porte…

Un altro anno è passato e i più fortunati in questo momento di “fermo” stanno contemplando alcune delle splendide catture realizzate nella stagione appena trascorsa, perché inutile negarlo nei primi mesi dell’anno non tutti amano frequentare fiumi o laghi. Tutto ciò, anche perché purtroppo la temperatura è scesa e le nostre amiche per lo più sono in una sorte di letargo metabolico. 

Alcuni pescatori si danno alla pesca in corrente, dove le carpe restano in attività seppur limitata, ma chi come me ha già parecchie sessioni invernali alle spalle preferisce lasciare le canne a riposo per un mesetto o due e fermarsi a riflettere sui risultati ottenuti nelle ultime pescate.

Ovviamente non è sempre festa e quando qualcosa non funziona, a me personalmente piace tornare sui miei passi e cercare di capire le motivazioni per le quali una sessione non è andata come doveva. La scelta non corretta di uno spot di pesca, un cambio improvviso delle condizioni meteo o anche adottare un approccio sbagliato in pesca.. Queste alcune delle motivazioni più comuni. 

Questa “fase di analisi” mi servirà per la stagione alle porte, per cercare di non ripetere gli stessi errori e pianificare al meglio l’anno. 

Penso di non essere l’unico a viverla in questo modo e il confrontarmi spesso con amici pescatori nel periodo invernale, diventa anche un’occasione per ritrovare amici di vecchia data che non riesco a frequentare spesso durante l’anno magari organizzando una cena in compagnia.

La condivisione di esperienze con chi come noi nutre questa passione, ci arricchisce dentro spronandoci a vicenda e dandoci l’opportunità di essere sempre informati sulla situazione dei corsi d’acqua che solitamente non frequentiamo.

Purtroppo, trattasi questa di un’annata particolare, ovviamente mi riferisco alla pandemia del Covid-19 che ci ha allontanato fisicamente tutti dando quindi via alle lunghe chiamate e videochiamate di gruppo.

Personalmente in questo periodo mi dedico a tre cose in particolare.

La prima.

La prima.

Armato di un calendario, abbozzo una pianificazione della nuova stagione scegliendo gli itinerari in base al periodo. Le prime sessioni le battezzo per fine febbraio. Solitamente nulla d’impegnativo perché la stagione invernale è ancora nel vivo e scelgo qualche sessione veloce in fiume con piccole pasturazioni preventive, oppure, non disdegno una sessione in compagnia in qualche lago di pesca sportiva.

In marzo e aprile il mio interesse rimane per l’acqua corrente, quando possibile in base alle piogge, per poi spostarmi a fine aprile in piccole cave, non troppo profonde, dove l’acqua comincia a scaldarsi prima. 

Maggio: siamo nel cuore della stagione e ogni corso d’acqua risponderà bene quindi spesso lo tengo per impostare una sessione in un ambiente nuovo dove almeno la stagione sarà dalla mia. 

La prima.

Giugno: periodo di frega. Le carpe spesso hanno altri pensieri e non daranno troppa importanza alle nostre esche.

Se proprio decido di andare a pesca so benissimo che potrei incappare in qualche cappotto allora scelgo luoghi a bassa profondità dove probabilmente la frega sarà già finita. Alternativa per giugno e, ottimo contesto per luglio, sono i canali o bonifiche dove spesso possiamo dedicarci alla pesca all’amur. 

Agosto: il caldo sarà il nostro più grande nemico. Se riesco a far combaciare ferie, famiglia e pesca deciderò per qualche ambiente comodo o ad altitudini sopra i 600-700 mt dove, le temperature, saranno senz’altro più gradevoli per noi. 

Settembre e ottobre sono forse i mesi più redditizi per la pesca alla carpa. E’ buona regola quindi tentare la sorte in qualche grande bacino grazie anche alla stagione che, essendo dalla nostra parte, mi permette di organizzare sessioni in luoghi mai frequentati, magari in compagnia di amici che li conoscono meglio.

Novembre e Dicembre: spesso torno ad avvicinarmi a casa. Mi organizzo per sessioni in luoghi conosciuti, nei quali ho già iniziato una campagna di lunga pasturazione a partire da ottobre, come piccoli fiumi o cave.

La seconda.

La seconda riguarda invece l’organizzazione delle sessioni di pesca.                                                                                   Dedico il mio tempo allo studio di qualche nuova esca da aggiungere al mio ricettario. Un buon Self-maker non è mai fermo e non si accontenta mai. Si è costantemente alla ricerca di qualche ingrediente nuovo per migliorare le proprie ricette o semplicemente pronto per un’analisi critica di quest’ultime, seppur consolidate nel tempo. Sono questi gli stimoli necessari per accrescere la nostra autostima.

Mano al ricettario quindi, anche perché, in base alle sessioni e alle relative stagioni che affronteremo, dovremo scegliere quali esche preparare o comprare. 

A me serviranno foglio e penna per fare la lista della spesa per poi passare dal mio fornitore di fiducia e fare acquisti.

La terza.

Riservo spazio alla realizzazione delle mie esche, al loro stoccaggio e alla sistemazione dell’attrezzatura da pesca perché non si va in guerra senza avere un fucile curato e carico di munizioni… 

Sicuramente un controllo delle bobine dei mulinelli è la prima cosa da fare per poi passare alla manutenzione dei mulinelli stessi, una pulizia delle canne e la preparazione di qualche terminale e probabilmente anche rammendare le reti dei guadini.

Tutto è pronto e organizzato, ci vediamo sulle rive di qualche specchio d’acqua.

 

Daniele Annovi, team Molino Zombini!

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